QUANDO IL CORRIERE DELLA SERA ATTACCAVA PATRICE LUMUMBA

 

Il 2 luglio scorso è  stato il 100° anniversario della nascita di Patrice Lumumba, il primo ministro eletto democraticamente dal popolo del Congo appena diventato indipendente.

 

 

Il suo governo durò 7 mesi. Il 17 gennaio 1961 veniva assassinato. Le operazioni per il suo rovesciamento furono dirette dai servizi segreti americani e inglesi.  Gli esecutori materiali furono i militari belgi e i secessionisti al servizio degli interessi occidentali.

Lumumba e i suoi compagni vennero fucilati, poi i loro corpi vennero fatti a pezzi e sciolti nell'acido dai mercenari belgi.

 

Il Belgio dopo decenni ha ammesso le sue responsabilità e ha restituito ai familiari che chiedevano i resti del presidente l'unica parte del suo corpo rimasta dopo il suo martirio: un dente.

 

Consiglio di andare in una biblioteca per leggere come la stampa borghese liberale italiana raccontò quegli avvenimenti con resoconti grondanti razzismo e colonialismo.

 

Segnalo il Corriere della Sera che ieri non ha scritto una riga sull'anniversario.

 

Il 7 agosto 1960 sul “Corriere della sera”, Indro Montanelli descrive Patrice Lumumba come “il giovanotto di 37 anni che è entrato nella Storia rispondendo con uno sberleffo a una carezza, e con un calcio a una mano tesa, e che, sentendosi offeso dal tono paterno in cui Baldovino aveva parlato (nel discorso di riconoscimento dell’indipendenza. Ndr) replicò gettando in faccia al Sovrano tutti i crimini di cui il Belgio si sarebbe macchiato nella ex colonia”. Secondo Montanelli, “Patrizio Lumumba odia i bianchi perché non sa rassegnarsi al fatto di essere nero”.

 

Montanelli dava palese sfoggio del suo razzismo denigrando indignato la maleducazione di un giovane leader africano che aveva avuto l'ardire di controbattere al Re del Belgio durante la cerimonia per l'indipendenza.

 

Quel discorso di Lumumba è passato alla storia e ne segnò la condanna a morte. 

La vicenda è ricostruita in questo articolo:

 

https://www.maurizioacerbo.it/blogs/?p=5707

 

 

Per avere un'idea della narrazione dell'informazione italiana si guardi questo cinegiornale in cui il legittimo presidente eletto democraticamente viene presentato come un violento autoritario:

 

https://www.youtube.com/watch?v=z6w1xpZBOPY

 

 

“Senza dignità non c’è libertà, senza giustizia non c’è dignità e senza indipendenza non ci sono uomini liberi”

"Mi considerano comunista perché ho rifiutato di farmi corrompere dagli imperialisti"

Patrice Lumumba

 

"Lumumba [è] il più grande uomo nero che abbia mai camminato nel continente africano. Non aveva paura di nessuno. Ha spaventato così tanto quelle persone che hanno dovuto ucciderlo."

Malcolm X

 

"L'omicidio di Lumumba dovrebbe essere una lezione per tutti noi. 

L'assassinio di Patrice Lumumba è un esempio di ciò di cui è capace l'impero quando la lotta contro di esso viene condotta con fermezza e costanza."

Ernesto Che Guevara 

 

L'ultima lettera di Lumumba alla moglie dalla prigione:

 

"Mia cara compagna, ti scrivo queste righe senza sapere se e quando ti arriveranno e se sarò ancora in vita quando le leggerai. Durante tutta la lotta per l'indipendenza del mio paese, non ho mai dubitato un solo istante del trionfo finale della causa sacra alla quale i miei compagni ed io abbiamo dedicato la vita. Ma quel che volevamo per il nostro paese, il suo diritto a una vita onorevole, a una dignità senza macchia, a un'indipendenza senza restrizioni, il colonialismo belga e i suoi alleati occidentali – che hanno trovato sostegni diretti e indiretti, deliberati e non, fra certi alti funzionari delle Nazioni Unite, quest'organismo nel quale avevamo riposto tutta la nostra fiducia quando abbiamo fatto appello al suo aiuto – non lo hanno mai voluto. Hanno corrotto dei nostri compatrioti, hanno contribuito a deformare la verità e a macchiare la nostra indipendenza... Morto, vivo, libero o in prigione per ordine dei colonialisti, non è la mia persona che conta. E' il Congo, il nostro povero popolo... Ma la mia fede resterà incrollabile. So e sento in fondo a me stesso che presto o tardi il mio popolo si solleverà come un sol uomo per dire no al capitalismo degradante e vergognoso e per riprendere la sua dignità sotto un sole puro... Ai miei figli, che lascio e forse non rivedrò più, voglio che si dica che il futuro del Congo è bello e che aspetta da loro, come da ogni congolese, che completino il compito sacro della ricostruzione della nostra indipendenza e della nostra sovranità, poiché senza dignità non c'è libertà, senza giustizia non c'è dignità e senza indipendenza non ci sono uomini liberi. Né le brutalità, né le sevizie né le torture mi hanno mai spinto a domandare la grazia, perché preferisco morire a testa alta, con la mia fede incrollabile e la fiducia profonda nel destino del mio paese, piuttosto che vivere nella sottomissione e nel disprezzo dei sacri principi. La storia si pronuncerà un giorno, ma non sarà la storia che si insegnerà a Bruxelles, a Washington, a Parigi o alle Nazioni Unite, ma quella che si insegnerà nei paesi liberati dal colonialismo e dai suoi fantocci. L'Africa scriverà la sua storia, una storia di gloria e di dignità a nord e a sud del Sahara. Non piangermi, compagna mia. Io so che il mio paese, che tanto soffre, saprà difendere la sua indipendenza e la sua libertà".

 

 

#PatriceLumumba #Congo #Africa #colonialismo @fanpiùattivi

 

 

5 luglio 2025